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Spioncino epistemologico (parte 3 di 3)

Il cervello vuole certezze, costruisce sistemi certi e più ci si arrovella in materie filosofiche, matematiche, logiche e scientifiche più ci si abitua all'idea di poter controllare il mondo.

Qualcuno potrebbe sostenere che il cervello può divorare il mondo. Ma in realtà prova a farlo, senza potere.

La mia non è una critica alla scienza. Anzi, si può dire che sia la persona più scientifica del mondo ed è proprio per questo che la mia esplorazione non si limita alla scienza.

È l'unico modo per essere più obiettivi possibile sulla scienza.

La scienza mira ad essere, in larga parte, in linea da decenni con il pensiero di Popper: troviamo la conoscenza eliminando gli errori. 

Implicitamente ammettiamo quindi che ci può essere una continua evoluzione per raggiungere con sempre più precisione la certezza scientifica.

Purtroppo il peccato originale di fondo rimane.

Non ci può essere una certezza scientifica, ma al più una buona approssimazione.

Abbiamo esempi di questo tutti i giorni,

Newton scopre la gravità ma poi si scopre che le sue osservazioni non sono sempre valide e si arriva alla teoria ultima di Einstein. È stato eliminato l'errore di Newton.

Però al gradini successivo abbiamo da un lato Einstein, dall'altro la meccanica quantistica. Le migliori menti del mondo stanno cercando il tassello mancante tra le due. Certo che si possa giungere un giorno a trovarlo o per lo meno a dimostrare che non si può.

Ma se invece non si potesse?

Altri esempi li abbiamo in neuroscienze, abbiamo mappato completamente il cervello di un mammifero vivo e pur avendo dato contributi enormi alla terapia psicologica, il modo principale di accedere alla psiche è il dialogo psicologico stesso.

Edgar Morin fa un elenco di quelli che sono sistemi complessi secondo lui (senza riuscire a definire veramente cosa sia un sistema complesso) e dice che i sistemi complessi possono essere compresi solo parzialmente e solo nel loro insieme, senza scindere le parti di cui sono composti.

La scienza presuppone che ci sia una verità ultima, magari irraggiungibile, ma avvicinabile in modo asintotico. In anni di discussioni online con figure scientifiche e filosofiche si evince questo, anzi, la storia della asintoticità è sostenuta con fervore anche da dottori in filosofia (7 anni di studi come minimo).

Il peccato originale è che si presupponga che alla fine vi sia una certezza, lo si assume come base ed è così alla base dei ragionamenti in modo implicito che si assiste a fenomeni paradossali:

  • Persone di fede che vogliono dimostrare Dio o l'esattezza della religione in modo logico.
  • Persone di scienza che vogliono confutare logicamente Dio.
Premesso che entrambi i punti di vista sono ridicoli, e ogni tentativo in tal senso si espone al ridicolo (entrambi si bastonano, CON SUCCESSO a vicenda), questi approcci parziali hanno risvolti sociologici estremamente negativi.

Si entra in fenomeni di Bias di conferma e identificazione (così complessi che mi ci vorrà tempo per trattarli interamente).

Ci si aspetterebbe che almeno chi pratica la scienza non si esponga in questo modo e conosca i limiti della scienza e sappia che non può confutare logicamente Dio, e che trovare fallacie logiche nella dimostrazione di Dio, non risolve alla radice il problema che ci sarà chi proverà comunque a dimostrare logicamente Dio.

Ci si aspetterebbe quindi che chi pratica scienza si accorga di uno schema: lo schema è fare dimostrazioni di Dio così complesse da essere impossibili da confutare perché mettono insieme parole da ambiti di studio così diversi e prese a caso, che, de facto, rendono impossibile la confutazione (altro problema che tratterò, sfiorato in parte da Edgar Morin).

Ma non è questo quello di cui voglio parlare.
Quello che voglio parlare è di un sistema di incertezza mentale, assunto come base epistemologica.

L'epistemologia viene prima della filosofia, prima della logica (anche se su questo alcuni non sono d'accordo, si sbagliano), prima della matematica e prima della scienza.

Come fa a venire prima? Semplice la scienza si basa sulla falsificabilità scientifica, anche se questo vale per la scienza moderna e non è stato sempre così.
Però la scienza ha diversi peccati originali che pochi adepti conoscono e si prosegue ciecamente, investendo centinaia di miliardi in ricerca facendo finta che questi peccati non esistano, ma esistono!

  • L'arbitrarietà: la scienza è estremamente arbitraria. Perché mai abbiamo pillole di Tachipirina da 1000 mg quando magari il dosaggio perfetto era 823,24 mg? Non dico che sia sbagliato. C'è stata una scelta a priori, che quasi nessuno racconta e per i trial clinici è stata sufficiente. L'arbitrarietà sfocia nel gatekeeping e questo invece è peggio. Abbiamo rischiato per un soffio di rimandare la scoperta dei retrovirus di anni se non decenni, per una peer review fatta male. Dico decenni perché se un fatto viene smentito si rischia di mettere qualcosa nel limbo davvero per decenni i intere discipline (giustamente o ingiustamente, ma succede davvero che nuove verifiche vengono fatte dopo decenni). 
  • L'arbitrarietà dei pari: quando l'arbitrarietà di pochi singoli viene eletta ad arbitrarietà dei pari viene presa per verità assoluta (pur rifinibile in senso Popperiano, ma assoluta in senso implicito). Sorprenderebbe quanto in realtà centinaia di migliaia di fatti moderni assunti come verità siano assunti o verificati o verificabili da un numero di persone che si conta sulla punta delle dita. Non sarebbe un problema se questo non avesse ripercussioni dirette in un sacco di ambiti. Inclusa la salute. Spesso vengono fatti piccoli trial indipendenti per i farmaci e vengono pubblicati solo quelli che hanno avuto successo, amplificando gli effetti positivi percepiti e diminuendo quelli negativi. Capita così, che un farmaco pensato per il diabete e praticamente sperimentale, entra in commercio, gli influencer iniziano ad usarlo (e a consigliarlo!) per perdere peso e poi dopo un anno si stimano oltre 2000 morti.
  • Diverse ipotesi di partenza della scienza sono assunte implicitamente come vere, per lo meno nella maggior parte delle discipline scientifiche: ad esempio l'esistenza di un mondo materiale. Ragionevole direte vero? No, se lo si fa ciecamente. Se con la meccanica quantistica si scopre che non è materiale ci si sorprende.. ci si sorprende di cosa esattamente? Si era inconsapevoli delle ipotesi di partenza. Non si scopre che l'universo è spirituale o si ha raggiunto Dio se il comportamento (sub)atomico è immateriale. Diversi fisici quantistici qui cadono in tranello, incluso lo stimato Faggin, e finiscono con il mistificare, creando un ulteriore strato di complessità/incertezza dove l'errore era stato aggiungerne uno inconsapevolmente a priori. Non sarebbe un problema se poi le loro parole non venissero distorte e strumentalizzate da centinaia di migliaia di persone ignoranti in ambiti scientifici o epistemologici o perfino spirituali (la maggior parte delle persone che si occupa di spiritualità o simili è ignorante in tali ambiti, e perfino cose interessanti come ad esempio un risveglio orientale, sono propagandate da gente che risvegliata non è ed essendo ignorante è fanatica dice una marea di minchiate magari citando a sproposito Faggin).
  • Inconsapevolezza dell'impatto sul pubblico di quello che si dice e ignoranza delle ipotesi implicite e fallimento nel comunicare le stesse impedendo quindi, tranne a pochi adepti, di contestualizzare correttamente le informazioni.

Si che sembrerà banale, ma non lo è. Risolvere questo problemi è semplice, e l'ho fatto. Semplice,  quindi chiunque ci può arrivare. Ma non è banale, altrimenti sarebbe già stato fatto.

Mi viene da sorridere perché molti professori di matematica sono soliti dire che alcuni passaggi sono banali e li omettono. In realtà per mia esperienza c'è ben poco di banale e le cose semplici non sono banali, quasi mai.

Quel banale in realtà è "è importante che riusciate voi in questo passaggio in autonomia, perché in futura avrete sempre più autonomia e non vi so insegnare il processo di inferenza". Questa sarebbe una affermazione più corretta.





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