Introduzione Vi chiedo di considerare i seguenti principi come operativi, non metafisici. Non affermo che il vissuto sia realmente costituito da esperienze che si dipanano in inferenze. Propongo di trattare le esperienze come blocchi elementari del vissuto e le inferenze come sequenze di questi blocchi. È una scelta descrittiva adottata per fini operativi, non una tesi sulla struttura ultima della realtà. Tratto il punto di vista come l'organizzarsi delle esperienze in inferenze. Un criterio pratico che dà centralità a delle esperienze. Esperienze e inferenze sono criteri pratico-operativi, non veri né necessari. Non giustificano gli altri giudizi: sono il luogo da cui giudico in quanto punto di vista. Il giudizio è un'esperienza successiva a ciò che giudica, e può a sua volta essere giudicato. Li dichiaro perché preferisco esplicitarli anziché lasciarli impliciti. Sono revocabili: posso smettere di usarli quando non mi servono più, secondo il criterio pragmatico che adotto pi...
Nella tradizione cabalistica Adamo viene modellato dall'argilla. Anche il golem è modellato dall'argilla: dall'uomo però, non da Dio. L'atto di creazione del golem è quindi letto come un tentativo di imitare Dio. Ma abbiamo un'ulteriore lettura che vi propongo. Essendo entrambi d'argilla forse il golem può essere inteso come l'uomo controllato da qualcosa. Chi o cosa controlla il golem-uomo? La leggenda vuole che il golem sia animato dalla parola verità "emet" ma che possa essere disattivato cancellando la prima lettera "met" (morte). La parola viene scritta sulla fronte o su un foglietto posizionato sotto la lingua. Esiste quindi una frase o una parola che può essere scritta per controllare l'uomo? La risposta è sì. L'identificazione in qualcosa è la nostra frase. Ci identifichiamo in gruppi, fazioni, ideologie e in molte altre cose. L'identificazione nasce come un meccanismo adattivo. Ci identifichiamo nella famiglia, n...